domenica 11 luglio 2010

MONDIALI 2010: GEMANIA SUL PODIO


MONDIALI 2010: GEMANIA SUL PODIO
3-2 dei tedeschi agli uruguaiani e terzo posto conquistato
Allo Stadio Nelson Mandela Bay di Port Elizabeth, la Germania supera 3-2 l’Uruguay e chiude al terzo posto il Mondiale 2010. Al 10’ occasione per i tedeschi angolo di Oezil e colpo di testa di Friedrich con palla che centrava la traversa. Al 19’ Germania in vantaggio: forte conclusione dalla distanza di Schweinsteiger, palla respinta da Muslera, tocco vincente di Mueller, al quinto gol nel torneo. Al 28’ il pareggio dei sudamericani: al contropiede uruguaiano con Suarez che apriva al centro per Cavani. Il calciatore del Palermo infilava Butt in uscita. Al 41’ Uruguay pericoloso: Suarez sulla fascia destra entrava in area ma davanti al portiere tedesco calciava a lato. Nella ripresa (3’) doppio intervento di Butt a negare il gol prima a Cavani e poi a Suarez. Al 6’ splendido gol di Forlan: cross di Arevalo Rios e conclusione al volo dell’attaccante con palla alle spalle di Butt. All’11’ la Germania pareggiava: cross di Boateng errore in uscita di Muslera e colpo di testa vincente di Jansen. Al 36’ il gol decisivo per la vittoria della Germania con il colpo di testa di Khedira. In pieno recupero la traversa di Forlan. Stasera (ore 20:30), a Johannesburg, la finalissima tra Olanda e Spagna.
Alessandro Lugli

giovedì 8 luglio 2010

spagna-germania 1-0


MONDIALI 2010: SPAGNA IN FINALE , 1-0 ALLA GERMANIA
Le "Furie Rosse" sono in finale
E’ Olanda-Spagna la finale del Mondiale sudafricano. Le “furie rosse” raggiungono gli orange battendo 1-0 la Germania nella semifinale di Durban. Di Puyol, al 73’, la rete che spedisce i campioni d’Europa nella finalissima e la Germania alla seconda finalina consecutiva dopo quella di 4 anni fa. Vittoria meritata per gli iberici, di misura, come quella di due anni fa agli Europei del 2008. Allora fu Torres a piegare i tedeschi, oggi la rete decisiva arriva da Puyol che per la prima volta nella storia manda la in una finale Mondiale.
Del Bosque esclude Torres e schiera Pedro. Nella Germania, privo dello
squalificato Mueller, Loew si affida a Trochowski. Si rispettano e si temono le due squadre, ma nel primo quarto d’ora, oltre a un’invasione di campo subito controllata dal servizio di sicurezza, la Spagna va due volte vicina al gol: al 6’ con Villa lanciato da Pedro, bravo Neuer a chiudergli lo specchio della porta. Al 14’ Puyol spreca mandando alto di testa da 5 metri. La Germania controlla, la Spagna ci prova dalla distanza con Sergio Ramos e Xabi Alonso. Al 32’ pericoloso Trochowsky con un sinistro che Casillas devia in angolo. Al 46’ Sergio Ramos rischia il rigore per fermare Oezil. Primo tempo deludente.
Nella ripresa un’altra Spagna, trascinata da uno scatenato Pedro. Dopo due tentativi di Xabi Alonso e uno di Villa, al 13’ il talento del Barcellona impegna Neuer, sulla respinta Villa arriva appena in ritardo sul cross di Iniesta. Poi ancora un sinistro di Pedro, quindi un destro di Villa (para Neuer). Si rivede la Germania con un destro al volo di Kroos respinto da Casillas. Al 28’ la Spagna passa: angolo di Xavi, imperioso stacco di testa di Puyol e palla in rete. La Germania prova a reagire, ma gli spagnoli controllano bene. Al 37’ Pedro spreca un contropiede 2 contro 1 che avrebbe potuto chiudere la partita. Finisce 1-0, Olanda-Spagna la finale.
Alessandro Lugli

mercoledì 7 luglio 2010

olanda-uruguay 3-2


Dopo 32 anni l’Olanda torna in finale ai Mondiali: a Citta’ del Capo, la selezione di Van Marwijk ha superato per 3-2 l’Uruguay e adesso aspetta una tra Germania e Spagna per un ultimo atto di Sudafrica 2010 tutto europeo. Dopo il botta e risposta Van Bronckhorst-Forlan nel primo tempo, tra il 25’ e il 28’ della ripresa ci hanno pensato Sneijder e Robben, i due uomini piu’ rappresentativi, a regalare la terza finale della storia agli “orange”. Nel recupero gol di Maxi Pereira e inutile assalto. Parte meglio l’Olanda. Robben e Sneijder accelerano, ma Kuyt non approfitta dell’uscita imprecisa di Muslera. L’Uruguay soffre il palleggio olandese, ma prende gol (18’) da un’invenzione di Van Bronckhorst, che con un sinistro da 35 metri (e da posizione defilata) batte l’incolpevole Muslera. Olanda avanti e che al 31’ si mette in mostra con Van Persie e Robben, fermati in extremis da Caceres. Poco lavoro per Stekelenburg, che forse proprio per “l’inattivita’” rimane sorpreso al 41’: il sinistro di Forlan e’ forte ma centrale, eppure l’effetto Jabulani e’ mortifero e il
portiere olandese viene beffato. Pareggia l’Uruguay, per l’attaccante dell’Atletico Madrid e’ il quarto gol in questo Mondiale. A inizio ripresa retropassaggio suicida di Boulahrouz, Stekelenburg si salva in uscita disperata e Alvaro Pereira, da
fuori, prova il pallonetto che Van Bronckhorst respinge a porta sguarnita. L’Olanda cresce. Anche se e’ Stekelenburg a essere impegnato al 22’ da Forlan (su punizione), Van Persie inventa per Van der Vaart, il cui sinistro viene parato da Muslera; poi Robben, a porta vuota, spreca tutto col destro. Tra il 25’ e il
28’ cambia tutto: Sneijder, con un pizzico di fortuna, e Robben (colpo di testa) stroncano le speranze dell’Uruguay, che al 47’ accorcia con Maxi Pereira. Ma non basta. L’Uruguay si giochera’ il 3^ posto, l’Olanda invece e’ a un passo dal sogno.

domenica 4 luglio 2010

spagna-paraguay 1-0


MONDIALI 2010: SPAGNA-PARAGUAY 1-0
La Spagna si qualifica per la semifinale dei Mondiali in Sudafrica battendo il Paraguay 1-0 con una rete all'83' di David Villa.Inizio e Spagna avanti, ma il Paraguay difende alto e non concede spazi. Ci prova Xavi, poi gol annullato a Valdez. Ripresa, e al 58', nel giro di un 1', un rigore per parte: Cardozo e Xabi Alonso si fanno parare i penalty. All'83' gol del solito David Villa che riprende una respinta del palo su tiro di Busquets. Semifinali: Olanda-Uruguay e Germania-Spagna.

Incredibile girandola di emozioni nell'ultimo quarto di finale del Mondiale, con Villa che alla fine riesce a segnare uno storico 1-0 al Paraguay.

Martino si affida a sorpresa ad un 4-4-2, abbandonando il tridente e qualche presunto titolare come Santa Cruz, e la Spagna ci mette un buon venti minuti a capirci qualcosa. Cardozo e soci partono meglio, chiudendo tutti gli spazi e ripartendo in contropiede. La partita in ogni caso è decisamente bloccata e solo Villa con una bella azione sulla sinistra riesce ad arrivare in fondo senza però poi trovare compagni da mandare in porta. Torres è fuori condizione e si vede, in panchina Llorente morde il freno ma Del Bosque non vuole cambiare. Prima dell'intervallo, c'è spazio e tempo anche per un gol annullato a Valdez per un fuorigioco di Cardozo che però non tocca il pallone.

Nella ripresa la partita ricomincia con lo stesso canovaccio ma dopo un quarto d'ora noiosa e in definitiva avaro di emozioni succede di tutto nell'arco di cinque folli minuti: Piquè trattiene per la maglia Cardozo che però dal dischetto si fa ipnotizzare da Casillas, sulla ripartenza in stile Juve-Inter di qualche anno fa (anche se in quel caso Ceccarini concesse un rigore solo...) pure Villa cade in area per fallo di Alcaraz, Xabi Alonso segna ma l'arbitro ma ripetere e il basco non concede il bis. Villar si esalta ma poi stende Fabregas, norma del vantaggio e palo di Sergio Ramos a porta vuota. Dopo questa incredibile girandola di emozioni le squadre rifiatano ma a dieci minuti dalla fine, quando sembra tutto pronto per i supplementari, Villa porta in vantaggio la Spagna al termine di un'altra azione pazzesca: Pedro, appena entrato coglie il palo, tap in del neo attaccante del Barcellona con il pallone che colpisce il legno, passa su tutta la linea di porta, scheggia l'altro ed entra finalmente in rete. Nel finale il Paraguay, stanchissimo anche per la maratona vincente culminata ai rigori contro il Giappone, si getta in avanti ma Sergio Ramos e compagni resistono e portano a casa una vittoria storica, che vale il biglietto per le semifinali, dove affronteranno la Germania nella riedizione della finale dell'Europeo 2008.
Alessandro Lugli

sabato 3 luglio 2010

MONDIALI 2010: GERMANIA-ARGENTINA 4-0


MONDIALI 2010: GERMANIA-ARGENTINA 4-0
La Germania è ammessa alle semifinlai della Coppa del Mondo
Sembrava il Mondiale delle sudamericane e invece dopo il Brasile cade anche l’Argentina di Messi e Maradona. Al Green Point Stadium di Citta’ del Capo una Germania granitica e inarrestabile piazza un 4-0 che vuol dire semifinale contro la vincente tra Paraguay e Spagna. Forse eccessivo il passivo per gli uomini di Maradona, ma la vittoria dei tedeschi ci sta tutta. Tre soli giri di lancette e la Germania passa in vantaggio: la punizione di Schweinsteiger sorprende la retroguardia argentina e sbuca Muller, che di testa infila un goffo Romero. Per buona parte del primo tempo c’e’ soltanto la squadra di Loew in campo. L’Argentina fatica a impostare il suo gioco e viene sovrastata sulle fasce dalla velocita’ di Podolski e Muller. L’Albiceleste va in gol al 36’ ma il gioco e’ fermo per fuorigioco di Tevez. Poco prima dell’intervallo la Germania torna pericolosa con i tiri di Podolski e Mueller. Il secondo tempo si apre con la forte conclusione di Di Maria, fuori di poco. I sudamericani sono piu’ convinti ma la compattezza della Germania impedisce a Messi e compagni di sfondare e cosi’ al 18’ Tevez ci prova da lontano, ma Neuer controlla. Cinque minuti dopo Klose mette al sicuro il risultato: da terra Muller riesce a servire Podolski, che dalla sinistra piazza il cross basso per l’attaccante del Bayern Monaco. Troppo facile per quest’ultimo segnare a porta vuota. Alla mezz’ora arriva il tris di Friedrich dopo una grande percussione in area di Schweinsteiger. Maradona mischia le carte inserendo Pastore e Aguero ma nel finale arriva il poker di Klose.
Alessandro Lugli

MONDIALI 2010: URUGUAY AMMESSO ALLE SEMIFINALI


L'Uruguay passa il turno in maniera rocambolesca ed accede alle semifinali dei Campionati del mondo di calcio dopo quarant'anni; era infatti da Messico 1970 che i sudamericani non si piazzavano tra le prime quattro squadre al mondo. Al termine di una partita interminabile e densa di emozioni, gli uomini di Tabarez si sono dimostrati più precisi e più freddi dagli undici metri rispetto ai giocatori ghanesi, e in semifinale affronteranno l'Olanda, giustiziera del Brasile. Esce a testa alta dai mondiali il Ghana, che anzi, alla luce di quanto ha fatto vedere nel secondo tempo supplementare, avrebbe meritato di vincere.

Dopo quarantanni esatti l'Uruguay di Oscar Washington Tabarez cerca la qualificazione ad una semifinale mondiale. Per riuscire nell'impresa, la Celeste si schiera con un 4-4-2 di provata affidabilità, che ha nella coppia d'attacco Suarez – Forlan il proprio punto di forza. Rispetto alla partita vinta negli ottavi di finale contro la Corea del Sud, dentro dall'inizio il difensore centrale Victorino per Godin, mentre a centrocampo Alvaro Fernandez rileva Alvaro Pereira nell'undici di partenza. Conferma come titolare per il giocatore del Palermo Edinson Cavani. Indisponibili nel Ghana, per squalifica, Jonathan Mensah e il giovane gioiellino Dedé André Ayew, l'allenatore Rajevac protegge la difesa schierando Annan davanti alla linea dei quattro e sostituendo i due squalificati con l'interista Muntari e con il rientrante Vorsah. L'ex udinese Gyan Asamoah è l'unica punta di ruolo. Arbitra il portoghese Olegario Benquerenca.

Il calcio d'inizio è del Ghana. Inizio timido da parte di entrambe le squadre, che sembrano non avere nessuna intenzione di accelerare i tempi del gioco; i primi minuti dell'incontro sono, da una parte e dall'altra, di studio, o forse di paura. Tra le due formazioni è comunque l'Uruguay quella che sembra avere un maggior comando del gioco, attraverso una leggera supremazia territoriale che non porta comunque ad alcuna conclusione pericolosa per la porta difesa da Kingson. La prima vera emozione arriva solo al diciottesimo minuto, quando da un angolo di Forlan un'involontaria deviazione di Mensah verso la propria porta rischia di regalare il vantaggio ai sudamericani. Per fortuna Kingson compie un'ottima parata e blocca ancora il risultato sullo zero a zero. Al ventiseiesimo minuto la seconda grande occasione per l'Uruguay; Suarez sfrutta una rimessa con le mani di un proprio compagno, lasciando sfilare molto bene il pallone e con un tiro di controbalzo costringe Kingson alla seconda grande parata della serata. Quando tutti gli indizi sembrano suggerire che il gol dei sudamericani sia oramai prossimo, accade invece che si ribalti di 180 gradi l'inerzia della partita. Al trentesimo minuto, su angolo di Muntari, un gran colpo di testa di Vorsah (fino a quel momento, molto in difficoltà in fase difensiva) e palla di poco a lato. Non passa nemmeno un minuto e Gyan Asamoah gira a lato di pochissimo un cross basso di Prince Boateng al termine di una grande discesa sulla destra. Il Ghana s'è svegliato, ora l'Uruguay ha paura, e infatti non si vedono più azioni di attacco degli uomini di Oscar Tabarez. Dopo un'altra azione pericolosa, un colpo di testa a lato di Muntari, ecco l'epilogo del primo tempo, proprio allo scadere. Muntari viene servito poco oltre il centrocampo da un proprio compagno; chi dovrebbe occuparsi di contrastarlo, Perez e Arevalo Rios, i centrocampisti centrali sudamericani, è a spasso, così l'interista può scoccare un, per la verità, non irresistibile tiro che sorprende anche Muslera. Uno a zero per il Ghana e tutti negli spogliatoi per l'intervallo.

L'Uruguay è dunque chiamato nella ripresa a rimediare alla disattenzione difensiva costata cara sul finale del primo tempo, e la determinazione con la quale gli uomini di Tabarez cominciano la ripresa è evidente. Dopo nemmeno due minuti un intervento scomposto di Vorsah su Cavani lanciato a rete meriterebbe di essere punto con un calcio fermo dal limite, non con il rigore reclamato dai sudamericani, essendo il fallo avvenuto fuori area; l'arbitro tuttavia non concede nemmeno il fallo. Il pareggio tuttavia non tarda ad arrivare; al decimo Forlan indirizza verso la porta un calcio di punizione dalla sinistra, un tiro apparentemente non irresistibile che finisce però in fondo al sacco a causa di una grave incertezza del portiere ghanese. Uno a uno e per il Ghana è tutto da rifare. La rimanente parte della seconda metà di gioco mostra però che è l'Uruguay a stare meglio degli africani. Gli uomini della Celeste vanno per ben due volte vicino al gol: al diciottesimo minuto, con Suarez che non concretizza un assist al bacio di Forlan, e al venticinquesimo, ancora con il centravanti dell'Ajax che conclude una bella azione nata da una bella discesa di Fucile sulla sinistra con un tiro che Kingson devia in angolo con una grandissima parata. Personaggio tutto particolare il portiere del Ghana, che alterna grandissime parate a interventi e leggerezze da principiante. Le squadre non si chiudono in attesa del novantesimo, anzi continuano a proporre gioco, gli allenatori dei due team inseriscono forze fresche. In occasione di un contropiede, a otto minuti dalla fine, Maxi Pereira potrebbe servire almeno un paio di compagni meglio smarcati, ma sceglie la conclusione personale e spreca tutto. Il Ghana non è mai stato a guardare, sia chiaro, ma le occasioni migliori in questo secondo tempo sono state dei sudamericani; i ghanesi non sono mai stati veramente pericolosi. Uno a uno al termine dei novanta minuti, si va ai supplementari. Il primo dei due tempi dell'extra time termina senza particolari emozioni, eccezion fatta per un probabile rigore a favore dell'Uruguay per un fallo di Pantsil su Abreu; l'arbitro, utilizzando lo stesso metro adottato in occasione di un atterramento ai danni di Prince Boateng nel secondo tempo, fa segno all'uruguaiano di rialzarsi. Maggiori emozioni nel secondo tempo supplementare, caratterizzato prima da un colpo di testa pericoloso di Gyana, terminato di poco fuori, e poi da un tiro da sotto misura di Forlan che non inquadra lo specchio della porta. Il finale è tutto del Ghana, che a questo punto, meriterebbe la vittoria nei centoventi minuti, soprattutto dopo aver sfiorato il gol con Gyan e due volte con Prince Boateng. L'occasione arriva a tempo scaduto; Suarez, in mischia, respinge sulla linea, di mano, un colpo di testa a botta sicura di Adiiyiah: rigore ed espulsione. Calcia Gyan Asamoah, il migliore in campo. Trasformare il rigore significa la storica qualificazione alle semifinali. Palla sulla traversa, e triplice fischio finale. Si va, incredibilmente e con Gyan Asamoah in lacrime, ai rigori. Inizia l'Uruguay, con Diego Forlan, ed è gol. Per il Ghana si presenta sul dischetto, con chissà quanti pensieri per la testa, Gyan Asamoah, che trasforma con un tiro all'incrocio dei pali. Poi segnano Victorino, Appiah e Scotti. Il primo a sbagliare è il ghanese Mensah, seguito subito da Maxi Pereira. Ci pensa ancora Adiyiah a far fare bella figura a Muslera e a regalare il match point ad Abreu, che non sbaglia. L'Uruguay è in semifinale.

Troppo facile identificare con il rigore sbagliato da Gyan Asamoah all'ultimo minuto del secondo tempo supplementare la chiave di volta del match. Ma così è. E se Gyan avesse trasformato, coronando in tal maniera un secondo tempo supplementare giocato superbamente dalla sua squadra e una sua prestazione personale come migliore in campo, saremmo qui a parlare non solo di un'altra partita, ma di un altro Campionato del mondo.

Sono pochi gli sport che sanno regalare emozioni così intense, concentrate in pochissimi atti. Partite come quelle di queste sera se ne vedono una ogni quattro anni, se va bene, ma quando si ha il piacere di assistervi, non si dimenticano facilmente. L'Uruguay è in semifinale dopo quarant'anni tondi tondi: complimenti al suo leader fuori dal campo, il pacato e competente Oscar Tabarez, e al suo leader in campo, il grandissimo Diego Forlan.





IL TABELLINO

URUGUAY-GHANA 5-3 dopo i calci di rigore

MARCATORI: 45' Muntari (G), 55' Forlan (U)

URUGUAY (4-4-2): Muslera 8; Pereira M. 6,5, Lugano 6 (39' Scotti 5,5), Victorino 5,5, Fucile 6; Fernandez A. 5 (46' Lodeiro 6), Perez 5,5, Arevalo Rios 5,5, Cavani 6 (76' Abreu 6,5); Suarez 5, Forlan 7. A disposizione: Castillo, Silva, Godin, Pereira A., Caceres, Gargano, Eguren, Gonzalez I., Fernandez S. All. Tabarez 6

GHANA (4-1-4-1): Kingson 6,5; Pantsil 6,5, Vorsah 6, Mensah 6, Sarpei 6; Annan 7; Inkoom 6 (74' Appiah 6), Asamoah K. 6,5, Boateng P. 6,5, Muntari 7(88' Adiyiah 5,5); Gyan A. 6. A disposizione: Agyei, Ahorlu, Addy, Ayew I., Abeyie, Boateng D., Tagoe, Amoah. All. Rajevac 6

ARBITRO: Benquerenca (Por) 7,5

AMMONITI: Fucile, Arevalo Rios, Perez (U), Pantsil, Sarpei, Mensah (G)

ESPULSI: 120' Suarez (U)

SEQUENZA DEI RIGORI: Forlan (U) goal, Gyan (G) goal, Victorino (U) goal, Appiah (G) goal, Scotti (U) goal, Mensah (G) parato, Pereira M. (U) alto, Adiyiah (G) parato, Abreu (U) goal.

venerdì 2 luglio 2010

BRASILE-OLANDA 1-2


Festa “orange” a Port Elizabeth. L’Olanda vince in rimonta il quarto di finale contro il Brasile e accede alle semifinali del Mondiale. Eliminata, a sorpresa, la Selecao di Dunga. Al gol di Robinho la selezione orange ha risposto con con l’autogol di Felipe Melo (tiro-cross di Sneijder) e il colpo di testa vincente dello stesso Sneijder. Gara vivace (con qualche fallo di troppo) sin dai primi minuti: all’8’ contropiede brasiliano con Dani Alves che crossava al centro per Robinho che in posizione di fuorigioco spingeva la palla in fondo al sacco con il guardalinee nipponico pronto ad alzare la bandierina. Gioco veloci su entrambi i fronti con difesa olandese in leggero affanno nel contenere la pressione della Selecao. Al 10’ i verdeoro sbloccavano il punteggio: delizioso assist in verticale di Felipe Melo con Heitinga sorpreso e superato in velocita’ da Robinho che infilava Stekelenburg in uscita. Un minuto dopo l’Olanda era pronta a reagire con il preciso diagonale di Kuyt deviato in angolo da Julio Cesar. Al 25’, sugli sviluppi di un angolo, Dani Alves crossava al centro per Juan che al volo alzava la palla sopra la traversa. Spettacolo a Port Elizabeth: al 30’ Robinho serviva al centro Luis Fabiano che di tacco smarcava Kaka’. L’ex Milan calciava a girare chiamando Stekelenburg alla splendida respinta in angolo. Al 36’ punizione dalla lunga distanza di Sneijder bloccata senza difficolta’ da Julio Cesar. Al 45’ gran tiro in corsa di Maicon con palla deviata da Stekelenburg in angolo. Nella ripresa, al minuto 8, il pareggio “orange”: lungo cross di Sneijder e maldestra deviazione di Felipe Melo con palla che terminava alle spalle di Julio Cesar. Al 15’ diagonale in corsa di Dani Alves con palla di poco fuori. Al 21’ il preciso destro di Kaka’ terminava ad un soffio dal palo. Al 24’ l’Olanda completava la rimonta: angolo dalla destra, sponda di Kuyt e colpo di testa vincente di Sneijder per il sorpasso olandese. Al 28’ brutto fallo di Felipe Melo su Sneijder e il direttore di gara giapponese espelleva il calciatore della Juventus. Brasile sotto e in inferiorita’, Olanda in pressing a caccia della terza rete. Dunga al 31’ inseriva Nilmar al posto di Luis Fabiano. Al 35’ occasione per la Selecao e destro al volo di Lucio deviato in angolo. Sul corner seguente Kuyt anticipava in extremis gli avanti brasiliani. Ancora corner e tocco ravvicinato di Nilmar bloccato da Stekelenburg. Al 39’ Sneijder calciava su Julio Cesar e sul contropiede seguente Kaka’ trovava la respinta del portiere olandese. Al 44’ ultima opportunita’ per la Selecao: punizione di Dani Alves respinta dalla barriera olandese. Olanda in semifinale, Selecao eliminata.