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sabato 2 aprile 2011
CAVANI: "VOGLIO LASCIARE UN SEGNO NEL NAPOLI, MARADONA E UNICO"

CAVANI: "VOGLIO LASCIARE UN SEGNO NEL NAPOLI, MARADONA Eì UNICO"
Edinson Cavani a tutto campo. L'attaccante uruguaiano del Napoli è stato il protagonista della trasmissione "I Signori del Calcio, in onda domani sera alle 23.30 su Sky Sport 1 Hd.
"Signore del calcio": che effetto ti fa? E’ un emozione molto grande. E’ qualcosa che non m’aspettavo perché sono molto giovane, ho ancora tanto da camminare e spero che tutto possa andare bene. Cavani in Italia ha iniziato a Palermo... A Palermo ho trovato gente molto simile a quella del mio Paese, gente di cuore, affettuosa, sempre disposta a darmi una mano e a cercare di essermi vicino per farmi ambientare.
Con Guidolin i primi passi in Serie A Con Guidolin il mio rapporto è sempre stato molto “frontale”, sincero. Il mio rapporto con lui è sempre stato molto buono, ho sempre rispettato le sue scelte e riconosco sia stato lui a farmi fare i primi passi nel campionato italiano.
A Palermo ti criticavano perché dicevano che sbagliavi troppi gol sotto porta. I tempi sono cambiati? Sono periodi di un calciatore. Ci sono quelli che nascono già attaccanti e quelli che devono diventarlo col tempo. Io da piccolo non facevo l’attaccante ma la mezz’ala. Ero abituato a fare gol solo ogni tanto. Poi ho cominciato lentamente a diventare attaccante e sono arrivato a Palermo dopo aver segnato tanti gol nel Danubio. E quindi la gente si aspettava già un grande bomber, invece io sapevo che piano piano stavo cercando di fare tutto quello che potevo fare.
L’episodio dell’aggressione ha condizionato la tua scelta di lasciare Palermo? No, per niente. Io sapevo che anche se la gente a volte era un po’ critica e non capiva perché io potessi sbagliare tanto sotto porta, mi volevano bene perché ho trovato tantissima gente che si è comportata sempre bene con me e quindi quell’episodio non mi ha condizionato. Ho cercato di fare sempre il massimo. E l’ho dimostrato perché ho segnato tanto, dieci gol nel finale di campionato e questo ha portato anche alla convocazione con la mia nazionale al Mondiale.
Perché hai scelto Napoli? Nella vita ci sono i segni, che ti possono far capire e vedere la strada che puoi prendere. Dopo il Mondiale si parlava di tante squadre importanti e Napoli non era nei miei piani perché non si era detto niente di Napoli e sul fatto che io potessi venire. Nel momento in cui ho sentito Napoli, mi sono fermato a pensare. Sapevo che la gente di Napoli era molto calda e molto affettuosa e quindi ho chiesto al mio procuratore se c’erano le condizioni per venire a Napoli. Lui mi ha detto che loro erano disposti, mentre altre squadre non erano disposte in quel momento a fare quello che dovevano fare per prendermi. Il Napoli, invece, mi ha dato fiducia. In 24 ore le cose si sono messe nella direzione giusta, quindi è stato un segno del Signore, perché una cosa di cui prima neanche si parlava, in 24 ore si è sistemata e ho capito che c’era qualcosa che mi spingeva a venire qua. Che effetto fa segnare tre gol alla Juventus? In quel momento non mi rendevo conto di cosa stesse succedendo, era un sogno che stavo vivendo ed era qualcosa che non capivo. Finita la partita, vedendo l’entusiasmo e la felicità della gente, mi sono reso conto che è stato qualcosa di particolare, qualcosa di molto importante non solo per me, ma per la città e per Napoli. Qualcosa che mi ha dato ancora più fiducia e che ha fatto sognare tanta gente, quindi è un ricordo molto bello.
Il confronto con Maradona che effetto ti fa? Nessun effetto. Diego è unico. Diego è un giocatore molto difficile da imitare, come calciatore e come persona, quindi io non mi paragono mai a Diego perché lui qui è stato un idolo e come dice la gente di Napoli, è stato un Dio per questa città. Io penso a dare il massimo e a lasciare un bel segno nei ricordi e nella storia di Napoli. (corrieredellosport.it) Qual è il rapporto con i tifosi del Napoli? Sono troppo affettuosi a volte? L’affetto che ti dimostrano i tifosi del Napoli è qualcosa di molto bello. Noi sudamericani veniamo da terre dove la gente è un po’ così, dove i tifosi sono molto affettuosi e molto caldi, quindi è bello. Che tipo di giocatore è Cavani? Non tanto bravo tecnicamente. Conosco i miei limiti e quindi so che devo migliorare ancora tanto. Mi posso descrivere come un giocatore che non molla mai e che cerca di dare una mano dappertutto, dietro, davanti, dove posso. Non sono uno che fa tante manovre dentro l’area, sono più uno di velocità negli ultimi metri e mi piace cercare di concludere la giocata velocemente. Dove ti vedi fra 20 anni e cosa ti piacerebbe fare? Mi vedo nel mio Paese, nella mia città, lavorando e facendo le cose che mi sono sempre piaciute da piccolo e che dopo il calcio mi piacerebbe tornare a fare. Avere le mie cose, i campi e tutto quello che c’entra con la natura e con gli animali. E con la maglia dell’Uruguay? Cosa sogni? Mi piacerebbe ottenere il massimo con la mia Nazionale. Siamo stati molto vicini alla finale nel Mondiale in Sudafrica, poteva essere molto bello e molto importante, però è andata così. Ci ha dato tanta esperienza. Speriamo di continuare su questa strada.
Alessandro Lugli
PRESENTAZIONE NAPOLI-LAZIO

PRESENTAZIONE NAPOLI-LAZIO
Inizio lo sprint finale di uno dei campionati più interessanti degli ultimi anni, soprattutto per i colori azzurri. Napoli e Lazio si giocano un posto in Champions con i partenopei che possono sognare anche traguardi più importanti. I biancocelesti, con in cima il tecnico Reja, sono al centro di polemiche ambientali legate all'ennesima sconfitta nel derby romano, che non è piaciuta troppo ai tifosi. Inoltre, i laziali devono scongiurare una sconfitta per non allontanare quasi del tutto le speranze di qualificarsi per l'ambito terzo posto. Questi fattori, uniti alle varie assenze in mediana come quella importante di Ledesma, lasciano intendere che sarà una Lazio ben coperta dal punto di vista tattico. Del resto, lo stesso tecnico Reja, ha espressamente affermato che non ha intenzione di regalare spazi alle brucianti ripartenze della squadra di Mazzarri. Il probabile 4-1-4-1, modulo più prudente del consueto 4-3-1-2 laziale, tenderà a chiudere i varchi sulle corsie, con Sculli e Gonzales pronti a raddoppiare sugli esterni Maggio e Dossena e in supporto a Lichsteiner e Garrido. Per tamponare le sortite centrali di Hamsik, e non solo, Reja ha pensato a sistemare davanti alla difesa il motorino Brocchi. Il Napoli dovrò, in sostanza, vedersela con una compagine che farà di tutto per chiudere ogni spazio e ripartire. Il punto debole di tale schieramento potrebbe essere la corsia sinistra biancoceleste. Garrido non è un avversario insuperabile e un buon gioco di sovrapposizioni tra Maggio e Hamsik, o Lavezzi, potrebbe metterlo in difficoltà. Contro un avversario ermetico, il Napoli non dovrà cadere nel consueto errore, come spesso accade affrontando avversari simili. Gli azzurri, infatti, quando non riescono a trovare spazi offensivi nei minuti iniziali, tendono ad abbassare il ritmo di gioco favorendo la tattica avversaria. Una partenza forte, di gran ritmo, come il Napoli riesce a fare, potrebbe essere la chiave per mettere subito in difficoltà la Lazio. I biancocelesti, tuttavia, non rinunceranno del tutto alla fase propositiva. Dinanzi a Brocchi, Reja dovrebbe schierare l'inedita coppia offensiva di centrali di centrocampo formata da Hernanes e Mauri. I due, con Sculli e Gonzales dalle corsie della mediana a quattro, saranno pronti a lanciarsi negli spazi che lascerà il Napoli, con il rapido Zarate schierato da prima punta a tagliare verso destra e sinistra. Occorre il Napoli perfetto ammirato tante volte quest'anno. La pericolosità in contropiede degli uomini di Reja non dovrà frenare l'azione offensiva iniziale, necessaria per mettere la gara sul binario giusto per gli azzurri. Le corsie e gli spunti di Lavezzi saranno decisivi in chiave offensiva, come spesso succede affrontando avversari orientati a lasciare pochi spazi alle ripartenze, vera arma dei partenopei.
Napoli (3-4-2-1) - 26 DeSanctis; 13 Santacroce, 28 Cannavaro, 4 Ruiz; 11 Maggio, 5 Pazienza, 21 Yebda, 8 Dossena; 17 Hamsik, 22 Lavezzi; 7 Cavani. All. Mazzarri
Lazio (4-1-4-1) - 86 Muslera; 2 Lichtsteiner, 20 Biava, 3 Dias, 14 Garrido; 32 Brocchi; 15 Gonzalez, 6 Mauri, 8 Hernanes, 77 Sculli; 10 Zarate. All. Reja
Alessandro Lugli
venerdì 1 aprile 2011
PARLA LUCIANO MOGGI

PARLA LUCIANO MOGGI
Moggi: "Si aprono prospettive impensabili in caso di vittoria del Napoli"
Da Tuttomercatoweb ecco l'articolo di Luciano Moggi: "Fortissimamente derby. Una partita che anche da osservatore esterno ha sempre esercitato un fascino particolare, anche quando una delle due contendenti non era ai vertici della classifica, e che giocoforza assume un'importanza ancora maggiore adesso che vale letteralmente lo scudetto. Una supremazia cittadina che fa rima con quella nazionale, e che sarà influenzata dagli avvenimenti di quest'ultima settimana. Sono infatti del parere che in una condizione normale, il Milan non avrebbe avuto alcuna possibilità di spuntarla, specie contro l'Inter convinta ed in crescita dell'ultimo mese. La vittoria di Monaco di Baviera da una parte, e lo scoramento dovuto all'eliminazione europea e alla squalifica di Ibra dall'altra, stavano indirizzando il derby verso un successo agevole dei campioni del Mondo; situazione che la sosta potrebbe però aver radicalmente modificato. Il Milan farà leva sull'orgoglio di una squadra che vuole dimostrare di non dipendere da un solo giocatore, e ancor di più sulla voglia di rivalsa di un gruppo che non ha sicuramente preso bene il passaggio di Leonardo sull'altra sponda del Naviglio.
Intendiamoci, il brasiliano è un professionista, ed ha tutto il diritto di aver fatto una scelta nel suo ambito lavorativo. Lungi da me condannarla, anche se le dichiarazioni da lui rilasciate nel corso di questi mesi incentivano senza dubbio un certo nervosismo da parte dei giocatori rossoneri. Basta vedere ciò che ha dichiarato Abbiati negli ultimi giorni, per capire che il clima che accoglierà Leonardo non sarà certo dei migliori.
Dal campo al mercato, il passo è breve. E se la sfida di domani si sviluppa nella più totale incertezza, nell'ambito delle trattative le pedine sono un po' più chiare. Ganso piace a entrambe le squadre, è un talento vero, uno che ha immense qualità, ma io sono convinto cha alla fine sarà l'Inter a spuntarla. I nerazzurri possono contare su alcuni fattori che il Milan non ha, o non ha più (Leonardo in primis), e sono quindi penalizzati in questo senso. La stessa convinzione, anche se qui le rivali sono altre, ed esulano dalla sfida cittadina, la nutro per quanto riguarda Alexis Sanchez. Il giocatore dell'Udinese è a mio parere un campione vero, un talento straordinario, probabilmente il migliore di tutto il campionato. L'Inter non se lo lascerà sfuggire, credo proprio che anche lui nella prossima stagione vestirà il nerazzurro. Insieme a Ganso potrà tappare il buco lasciato una stagione fa da Balotelli, e quello che molto probabilmente sarà causato dalla cessione di Milito.
Una partita che invece ha perso il suo fascino è invece Roma-Juventus. Entrambe le squadre sono lontane anni luce dagli standard che la loro storia imporrebbe. Non ha alcuna valenza a livello di classifica, ed anche i protagonisti sembrano svuotati. Pensate a Buffon, e a quello che ha dichiarato. In Nazionale si sente un altro giocatore, non è influenzato dall'insicurezza che contraddistingue la difesa bianconera e che sta inficiando sia il suo rendimento che quello di Chiellini, costretto agli straordinari per turare le falle dei suoi compagni di reparto.
Altra sfida di importanza fondamentale sarà quella tra Napoli e Lazio, una vittoria dei partenopei unita ad un pareggio nel derby milanese aprirebbe prospettive impensabili. Per questo, anche le parole di De Laurentiis che si augura che trionfi il bel gioco nella stracittadina milanese, mi sembrano molto di circostanza e poco adiacenti ai sogni suoi e di tutta una città..."
Alessandro Lugli
NAPOLI: YEBDA PUNTA SUL NAPOLI

NAPOLI: YEBDA PUNTA SUL NAPOLI
Il giocatore algerino vuole vincere col suo Napoli
Hassan Yebda, centrocampista del Napoli è stato il calciatore che il Napoli ha messo a disposizione della stampa per il tradizionale incontro del giovedì a Castelvolturno. Il centrocampista, reduce dalla parentesi in nazionale con gol contro il Marocco su calcio di rigore, ha assicurato che il Napoli giocherà tutte le partite fino alla fine pensando al massimo obiettivo, poi i conti si faranno alla fine. Ecco alcune dichiarazioni del giocatore algerino.
- Napoli-Lazio: che sfida sarà?
"Sara' una partita difficile per noi. E' una gara importantissima. Noi parliamo nello spogliatoio, vogliamo fare qualcosa di straordinario per i nostri tifosi".
- Nel derby di Milano per chi fara' il tifo?
"Meglio un pareggio, poi noi penseremo a vincere".
- Quanto volete lo scudetto?
"Non vogliamo lo scudetto, andiamo avanti partita per partita. Daremo il massimo ad ogni match e vedremo se arriveremo secondi, terzi o quarti".
- Il suo futuro sara' ancora con la maglia del Napoli? E' in prestito con diritto di riscatto...
"A Napoli mi trovo bene con tutti, dai compagni al mister. Non lo so come sara' il mio futuro. Cio' che conta e' la partita con la Lazio".
- Algeria-Marocco: quant'e' stato importante il suo gol decisivo?
"E' stato bellissimo segnare il rigore decisivo. Era il derby contro il Marocco. Ho giocato in un ruolo piu' avanzato, piu' dietro rispetto a dove giocano Hamsik e Lavezzi. Se il mister me lo chiede io sono a disposizione".
- Abbiamo gia' visto il miglior Yebda?
"Posso sempre crescere e giocare meglio".
- Rivedremo la tigre Yebda con la stessa grinta della Nazionale anche con il Napoli?
"Si, è vero. Cerchero' di essere piu' cattivo in campo".
- Con la Lazio sara' una sfida da decidere a centrocampo...
"Vogliamo vincere con la Lazio. A centrocampo sara' una sfida difficile. Mancano Ledesma e Matuzalem, ma c'e' uno come Brocchi".
- E' un momento importante e delicato della stagione...
"Abbiamo perso le due partite con le milanesi, per cui dobbiamo battere la Lazio. Vogliamo dimostrare di avere carattere. Dopo
- Quanto vuole restare a Napoli? Si sta aprendo un ciclo? Sa tirare le punizioni?
"Io a Napoli sto benissimo, voglio restare qui. Il Napoli e' forte, puo' aprire un ciclo. Possiamo ripetere questa stagione anche l'anno prossimo e in futuro. Ho battuto i rigori e so calciare anche le punizioni. Non ho paura, ho fatto il cucchiaio all'Inter su rigore. Non l'ho fatto con l'Algeria perche' temevo che se lo aspettasse. Io sono a disposizione di tutti. Ho dimostrato il mio valore e voglio ancora farlo con la maglia del Napoli".
- Chi toglierebbe al Milan e all'Inter in questo finale?
"Al Milan toglierei Ibrahimovic, e' fortissimo. E' bravo anche Boateng. All'Inter toglierei Eto'o, perche' sta disputando una stagione eccezionale".
- Cosa deve fare per entrare nella storia del Napoli?
"Maradona ha vinto due scudetti a Napoli, noi pensiamo a vincere le ultime 8 partite".
- Qual e' il vostro sogno?
"La Champions League".
- Quali sono le favorite per lo scudetto?
"Inter e Milan".
- In Algeria si parla del Napoli?
"Si, sono tutti molto contenti dei risultati che sta ottenendo il Napoli, e' un club glorioso e ci seguono con simpatia".
- Quale potrebbe essere l'uomo scudetto del Napoli?
"Ci sono Cavani, Hamsik e Lavezzi, senza dimenticare il gruppo che e' fondamentale. Voglio solo aggiungere che ci tengo a ringraziare tutti, dai tifosi alla stampa, perchè a Napoli mi trovo veramente bene".
Alessandro Lugli
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