mercoledì 22 giugno 2011

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CALCIOPOLI, A NAPOLI SENTENZA IN SETTEMBRE. IL LEGALE: ASSOLUZIONE


CALCIOPOLI, A NAPOLI SENTENZA IN SETTEMBRE. IL LEGALE: ASSOLUZIONE
Riparte con una nuova udienza il processo penale di Calciopoli. La giudice Casoria conferma che la sentenza slitterà a settembre. In avvio dell'udienza la parola è passata alla Juventus, che con l'avvocato Vitiello sta discutendo la difesa da responsabile civile chiamato in causa da Brescia e altri club per risarcimenti di decine di milioni. La Casoria ha rifissato il programma delle arringhe che cominceranno oggi con quella dell'ex arbitro Rodomonti. Ha nominato ufficialmente avvocato d'ufficio Maurilio Prioreschi, legale di Moggi, come difensore per l'arringa di Bergamo, Fazi e Fabiani se entro settembre non tornerà in udienza l'avvocato Silvia Morescanti, impedita da una gravidanza a rischio. "Non stralcerò la posizione dei tre: li difenderà lei, avvocato, se non saranno finiti i rischi della avvocato Morescanti entro metà settembre". Le difese principali slitteranno a dopo l'estate e quindi per fine settembre, inizio ottobre la sentenza di primo grado. Comincia la sua discussione l'avvocato Pino Vitiello, legale della Juventus, che attacca il Brescia: doveva rivolgersi agli arbitrati della Figc, c'è la clausola compromissoria che gli vietava di adire le vie legali in questa sede.

Vitiello: "Auricchio lo avete sentito: avete voi stesso ritenuto anonime le citazioni di giornali. Vanno dichiarate inutilizzabili per cose riferite da articoli di giornale di dubbia fonte le cose dette dal colonnello qui e che fanno continuo riferimento agli articoli di giornale, senza contezza diretta dei fatti, sono NULLE. Nulli gli atti di questioni acquisite senza rogatoria e non parliamo soltanto delle schede svizzere". "Arbitri che vogliono fare carriera, soggetti che comprano e vendono giocatori: dove è la prova che alla Juve interessasse tutto questo? Era la più grande squadra, era la più solida Mai uscì una cifra per acquistare alcunché, meno che mai mezzi di comunicazione. Ci sono le prove di illeciti ai danni della Juventus, se fossimo stati noi la pubblica accusa. Noi abbiamo scelto di settorizzare per evitare di far lavorare male la corte, non perché non abbiamo gli argomenti. E anche nel caso Moggi avesse commesso eventuali, ripetiamo eventuali, dove sono gli atti che questo venisse a vantaggio della più titolata squadra d'Italia. Risentite Del Piero che parla di somme che la Juve investiva, compreso quello Iaquinta comprato anche negli anni successivi. La prova della dottoressa Beccacece fa l'analisi statistica come per alterare il campionato e vi ricordo che non è mai stata contestata l'alterzione del campionato, impossibile alterare con quelle condizioni di squadre, con tredici squadre per la salvezza della Fiorentina. Dovevano essere chiamate in causa anche le altre squadre. E poi la famosa Fiorentina-Brescia 3-0, se fosse stata solo pareggiata dal Brescia, la squadra di Corioni sarebbe stata salva. Se quella gara era così importante ci sarebbe stato qualche episodio osservato dal consulente Cornieti? Niente: per il Brescia che chiede i danni a noi, nessun episodio e sospetto per la partita che ne determina la retrocessione. Hanno complottato contro le Rondinelle, 1928 secondo posto, 1974 partecipazione all'Anglo-Italiano... Anche Adamo ed Eva avrebbero da pagare danni se queste sono le premesse. E' prova concreta e processuale e tecnica l'osservazione da parte del signor Cornieti, dal videotape dei quali ignora i rigori negati ad un certo Ibra, Ibra, Ibrahimovic, mi pare che giochi ancora... E questo il signor Cornieti se ne scorda di quel rigore, ricorda solo gli episodi Perché solo la Gazzetta e non Tuttosport, magari il prestigio delle testate è equipollente. Nelle mancanze di citazioni telefoniche, anche se è rosa, è caduta anche lei, o no? ".
La sentenza di radiazione è "il frutto avvelenato del clima dell’estate del 2006 e ha riportato indietro l’orologio di cinque anni". A parlare è Luciano Moggi che, in un’intervista a La Padania, dice che si aspettava la radiazione e che la decisione dei giudici come esito della vicenda di Calciopoli e’ ‘’un’enorme e vergognosa macchinazione ai danni della Juventus’’, squadra che e’ stata ‘’aggredita da una campagna di stampa colpevolista, scatenata dagli invidiosi - afferma - che a causa della formidabile squadra bianconera potevano a mala pena raccogliere quanche briciola’’. "La mia sola colpa - aggiunge Moggi - e’ stata quella di indugiare troppo in battute ed esagerazioni al telefono, dimenticando che nel mondo del calcio abbondano squali e pescecani".
Secondo l’ex dirigente bianconero, ‘’tutte le squadre venivano a conoscenza delle designazioni arbitrali riguardanti gli assistenti via telefono, non era un reato. Bisognerebbe, invece, capire - prosegue - il senso di un sms ricevuto da Meani (accompagnatore del Milan) in cui era scritto: ‘arbitro Trefo (Trefoloni), non mollate, siamo tutti con voi’. Con voi chi? - si domanda Moggi - Con voi del Milan contro la Juve?’’. ‘’In quello stesso giorno io seppi delle designazioni mezz’ora dopo Meani - afferma - e non mi arrivarono mai certi messaggini telefonici come quello citato’’.

Alessandro Lugli

papaya paola orlandi

CALCIO NAPOLI: DE LAURENTIIS ''HAMSIK AL MILAN NEANCHE PER PATO''


"Hamsik al Milan? Nemmeno se mi offrissero Pato". Ma Aurelio De Laurentiis non ha tanta voglia di soffermarsi sulla campagna acquisti. "Inler? Riparliamone domani. Le trattative resteranno aperte fino al 31 agosto, non capisco perché dovremmo metterci fretta". Il presidente è molto più proccupato per l'emergenza del San Paolo. "I lavori richiesti dall'Uefa devono partire subito, altrimenti rischiamo di dover giocare in campo neutro la prima partita in casa della Champions: a Ginevra, San Siro o a Roma. Pensate se ci capita il Barcellona. Il danno per la città e i tifosi sarebbe enorme, per questo dobbiamo darci tutti da fare". De Laurentiis, dai microfoni di radio Marte, lancia un appello al nuovo sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. "Stiamo cercando di colloquiare col Comune, sapevamo che il passaggio da una amministrazione all'altra avrebbe creato dei rallentamenti. I miei uffici, però, hanno fatto presente che ci sono delle urgenze per le norme Uefa. Senza certi lavori non si potranno disputare le prime gare di Champions al San Paolo. I tempi sono molto stretti. Bisogna cominciare domani mattina e chiudere i cantieri per la fine di luglio. In Italia c'è la pessima abitudine di scappare tutti al mare, dal 7 agosto in poi. E tra l'altro abbiamo in programma anche delle amichevoli di prestigio a Fuorigrotta, con squadre di livello internazionale. L'impianto dovrà essere assolutamente pronto, senza ritardi". Il pallino passa ora all'amministrazione comunale, a cui De Laurentiis si rivolge con toni concilianti, ma fermi. "Auguri a de Magistris, sono convinto che sarà un grande sindaco e si è scelto dei collaboratori di valore. Per adesso dormo tra due guanciali, però sto in allerta e sono pronto a intervenire su tutti i fronti, a cominciare da quello del San Paolo". L'Uefa, dopo il sopralluogo della scorsa settimana, chiede interventi precisi. "Dal parcheggio alla tribuna ospiti e alla sala stampa". Nelle prossime ore, al Comune, è previsto un incontro per sbloccare la situazione. "L'assessore allo sport deve avere come priorità assoluta il Calcio Napoli e dare un'accelerata a quelli che sono gli obblighi richiesti per la Champions. Bisogna animarsi di buona volontà. Non siamo dei rompiscatole, vogliamo solo lavorare insieme con i nuovi amministratori". E i costi? Il presidente azzurro è categorico. "C'è una convenzione molto chiara sullo stadio: decideranno gli esperti a chi spetta pagare i lavori".

MERCATO, PALLAVICINO:" DZEMAILI AL NAPOLI, CI SIAMO"


Il procuratore e socio di Giovanni Branchini, agente di Lucarelli, Amelia, Dzemaili, Carlo Pallavicino, è intervenuto questa sera su Radio Kiss Kiss Napoli: "Lucarelli? La sua avventura in azzurro è terminata. Non c’è amarezza perché le cose erano chiare fin dall'inizio, è stata una bellissima annata e magari chissà, un giorno Cristiano tornerà al Napoli da allenatore. Dzemaili? Direi che siamo vicini all’ufficialità, l’operazione è praticamente conclusa. Una coppia Dzemaili-Inler per il centrocampo? Ho curiosità di vedere come verrà impostata la formazione azzurra, in teoria possono coesistere senza problemi. Lui ha meno contrasto di Inler, è un giocatore capace di costruire e fare goal, può fare la mezz’ala e ricoprire ruoli avanzati. Sicuramente sono diversi per qualità e caratteristiche, bisogna vedere che intenzioni ha Mazzarri, come verranno posizionati. Dzemaili ha grande agonism o, qualità che, unita alla tecnica, può farlo diventare un giocatore importante. I diritti d’immagine un problema per il Napoli? Sicuramente per la mia esperienza si tratta di un piccolo intoppo che ha complicato un po’ le trattative, così come accadde anche con Lucarelli. Se un giocatore è importante può avere dei proventi anche dall’attività extracalcistica. C’è da dire, però, che se il calciatore accetta di cedere i propri diritti d'immagine, fa un investimento per poter guadagnare di più, considerato che con De Laurentiis e la società partenopea si acquista molta visibilità e i guadagni possono triplicarsi. Amelia? Ormai è un giocatore del Milan".

lunedì 20 giugno 2011

SIGNORI SI DIFENDE: «MAI FATTO SCOMMESSE ILLEGALI»


SIGNORI SI DIFENDE: «MAI FATTO SCOMMESSE ILLEGALI»
"Io scommesse illegali non ne faccio, non le voglio fare". Così Beppe Signori, nella conferenza stampa convocata a Bologna per chiarire la propria versione dei fatti nella vicenda del calcioscommesse. "Forse - ha detto l'ex calciatore - mi porto dietro una nomea sbagliata, di essere un scommettitore incallito. A me piace scommettere legalmente, poi guardarmi la partita con un'enfasi diversa. Fare la sfida del Buondì Motta, è illegale? Queste sono le mie scommesse". Il riferimento è a una sfida lanciata in un ritiro precampionato a compagnai di squadra e giornalisti: mangiare un Buondì entro trenta passi. Signori ha cominciato la conferenza stampa accolto da un applauso, con le prime due file riservate ad amici e parenti. Iniziando a parlare, si è commosso: "Scusate l'emozione, mi devo fare forza", ha esordito facendo una pausa di alcuni secondi. "Non faccio parte di nessuna associazione", ha poi aggiunto."Non ho mai ricevuto assegni o soldi in contanti, mai dato loro assegni o soldi in contanti. Questo lo posso dire con la massima tranquillità, non ho mai ricevuto nè dato". Lo ha detto Beppe Signori, nella sua conferenza stampa a Bologna, dove ha controbattuto ad alcune delle accuse a suo carico nello scandalo del calcioscommesse. In particolare ha fatto riferimento all'incontro del 15 marzo a Bologna, con i due commercialisti bolognese Bruni e Giannone, oltre a Erodiani e Bellavista. "Sono andato dai miei due commercialisti che mi hanno chiamato. Se questo può essere considerato un errore, ho commesso un errore andare a quell'incontro", ha risposto dopo, a chi gli ha domandato se ritiene di aver fatto qualche sbaglio. "Non esiste nessun secondo incontro". "Non capisco - ha aggiunto varie volte - i motivi di questo accanimento, di questo massacro mediatico contro di me. Ci sono state 50 mila intercettazioni. Non ce n'è neanche una su di me. Mi sono trovato in situazione da un giorno all'altro. Ci si basa sul fatto di avermi fotografato mentre salgo in uno studio" Al di là di come andrà avanti l'inchiesta, Beppe Signori vuole prendersi una pausa: "In questo momento - ha detto - penso di allontanarmi un pò da questo mondo del calcio". L'ex attaccante lo ha spiegato verso la fine della conferenza stampa a Bologna, rispondendo a chi gli ha domandato se continuerà ancora a scommettere, visto quello che è successo. "Avevo firmato già due contratti", ha continuato, precisando che si trattava di due accordi di massima. Uno, ha chiarito, ancora con Mediaset come opinionista. L'altro, ironia della sorte con il bookmaker austriaco Skysport365, che aveva denunciato la presenza di flussi anomali sulle partite e le cui segnalato sono oggetto dell'indagine. "Dovevo fare il testimonial. Ora non me la sento", ha detto Signori. Per quanto riguarda il suo futuro da scommettitore, l'ex capitano della Lazio ha detto che "lo fanno tante persone, è una delle entrate maggiori dello stato", spiegando che le sue puntate erano di "100-200-500 euro. Basta che lo si faccia in modo legale". Poi, ha attaccato, "Non porto mica via soldi a nessuno. Sono io, stupido, che li perdo. Sono soldi guadagnati con la mia fatica. Però adesso ho altri pensieri, altri interessi", ha concluso.
Alessandro Lugli

CALCIOMERCATO NAPOLI: PRATICAMENTE CONCLUSI GLI AFFARI CRISCITO, DZEMAILI, SANTANA E DONADEL


CALCIOMERCATO NAPOLI: PRATICAMENTE CONCLUSI GLI AFFARI CRISCITO, DZEMAILI, SANTANA E DONADEL
Il mercato del Napoli continua a ruotare attorno al nome del centrocampista svizzero dell'Udinese, da tempo obiettivo di Mazzarri e De Laurentiis. Praticamente raggiunto l'accordo col club friulano - 15 milioni e la seconda metà del cartellino di German Denis - mentre ancora non c'è quello con il giocatore: il quinquennale da 1,7 milioni di euro all'anno non basta. A frenare la conclusione della trattativa sono i premi stagionali nonché la clausola rescissoria. Nel frattempo, i partenopei hanno praticamente chiuso per l'altro centrocampista elvetico messo nel mirino: Blerim Dzemaili è di fatto un calciatore del Napoli. Al Parma andranno nove milioni e la coppia Blasi-Santacroce. L'ex Torino si aggiunge a Domenico Criscito, Mario Santana e Marco Donadel: i tre devono ancora firmare i rispettivi contratti ma il loro arrivo è ormai una certezza. Chi già da mesi ha ultimato il suo passaggio in azzurro è invece Federico Fernandez, il cui sbarco a Napoli è previsto per la prima settimana di luglio. De Laurentiis vuole rinforzare anche il reparto offensivo: serve un "quarto" guastatore da aggiungere a Lavezzi, Hamsik e Cavani, soprattutto in ottica Champions League. Ed ecco dunque che torna caldissimo il nome di Erik Lamela, sempre più impelagato assieme al suo River nella lotta per non retrocedere: qualora il club di Buenos Aires non dovesse salvarsi, l'affare diventerebbe ancora più semplice.
Alessandro Lugli