lunedì 27 febbraio 2012

Lotta Champions: vincono Lazio, Udinese e Napoli. Inter e Roma affondano


Udinese e Lazio ci sono, il Napoli prende l’ultimo treno mentre affondano Inter e Roma. Sono i responsi, in chiave terzo posto, della venticinquesima giornata.

L’Inter si presenta al San Paolo con il piglio di una provinciale di bassa classifica in casa del Barcellona: tutti dietro, muro e che “Dio ce la mandi buona”. Lo stratagemma, non esattamente da buongustai del calcio, funziona per un tempo: l’Inter barcolla ma non molla. Poi, in avvio di ripresa, Claudio Ranieri decide di esagerare: fuori Forlan e Sneijder e dentro Pazzini e un altro difensore, Cordoba.

L’Inter, insomma, si mette a specchio, ma è uno specchio deformante. Per qualche minuto c’è persino l’illusione che funzioni, poi Cavani ruba palla, serve Dzemaili che inventa per Lavezzi: 1-0. L’Inter, a quel punto, non ha più gli uomini per fare gioco e il Napoli rischia più volte di dilagare. Poi il Napoli resta in dieci per l’espulsione di Aronica ma l’Inter spaventa il Napoli una sola volta con un colpo di testa di Pazzini. Il Napoli, insomma, prende l’ultimo treno per il terzo posto. L’Inter affonda sempre più e se non dovesse arrivare la rimonta Champions col Marsiglia l’aria, per Ranieri, diventerebbe irrespirabile.

All’Olimpico di Roma, invece, la prima notizia è che dopo una settimana di quadriglia, sulla panchina della Lazio c’è ancora seduto Edy Reja. La seconda è che la Lazio, pur senza strafare, ha la meglio per 1-0 sulla Fiorentina. A decidere è il solito Miroslav Klose, innescato da Hernanes. La Fiorentina, nella ripresa, ci prova un po’ in tutti i modi: tanti corner e un gol annullato a Cerci. Il pari però non arriva e la classifica per la viola inizia a diventare pericolosi: i punti sono solo 28, e la serie b è solo 4 punti più giù. Vista come è finita l’anno scorso per la Samp i viola farebbero bene a darsi una svegliata.

A Bologna l’Udinese ritrova contemporaneamente Totò Di Natale, gol e vittoria. Finisce 3-1 per i friulani: il primo gol, però, è dubbio visto che arriva su un calcio di rigore trovato e trasformato proprio da Di Natale per un fallo che sembra avvenuto qualche centimetro fuori dall’area. Nella ripresa, poi, Basta trova uno dei gol più belli della giornata e sembra archiviare la pratica. A meno di 10 minuti dalla fine, poi, arriva il gol di Kone che illude il Bologna ma subito dopo è Floro Flores a chiudere i giochi. Morale: se c’è Di Natale l’Udinese può correre ancora per il podio.

A Bergamo la Roma affonda travolta da German Denis (tripletta), dalle ripartenze dell’Atalanta, dal nervosismo e da scelte di Luis Enrique che non mancheranno di far discutere. Doveva essere la partita per il rilancio in chiave terzo posto e invece è la partita che affossa la Roma e consegna la prima stagione americana alla definizione ufficiale di “anno di transizione”. Non il massimo prima del derby.

Poi ci si mette anche l’allenatore che esclude “misteriosamente” De Rossi. Nel dopo partita Luis Enrique parla di “scelta tecnica”, dice che “non ha visto pronto il giocatore”. Un po’ di luce la fanno Sabatini e Baldini: De Rossi si presenta in ritardo alla riunione tecnica e il tecnico sceglie la linea dura. Durissima, visto che un ritardo viene giudicato e sanzionato in modo analogo a un pugno a un compagno (quello di Osvaldo a Lamela di qualche mese fa). Con le punizioni ritorna l’arbitro Damato (lo stesso della disfatta di Firenze) e delle espulsioni: allora furono tre gol e tre rossi, oggi sono 4 gol e due rossi (Osvaldo e Cassetti). Come la si rigiri per la Roma è una giornata da incubo. Nel derby, oltre a Osvaldo, non ci sarà neppure Gago: era diffidato, ha preso il giallo.

Altra partita altro “affondamento”, quello del Palermo: condizionato però da un’espusione record, quella di Balzaretti dopo un minuto appena. In Siena il casa vince 4-1 e prende tre punti ossigeno per la salvezza. Nonostante l’uomo in meno il Palermo con Budan trova anche il vantaggio. Poi, però, è un monologo bianconero. La squadra di Sannino pareggia con un rigore di Terzi e poi affonda con Bogdani, Rossettini, e Brienza. Troppi, per la squadra di Mutti, 89 minuti con l’uomo in meno. Anche il rigore del pareggio, va detto, è discutibile.

Sale, invece, il Catania che vince netto 3-1 con il Novara. Dopo un primo tempo di spazi chiusi i siciliani sbloccano con Bergessio, poi raddoppiano con Marchese (capolavoro al volo da calcio d’angolo) e archiviano la pratica con Gomez. Per il Novara, alla fine, accorcia Rubino. La squadra di Mondonico è anche sfortunata, coglie due pali, ma il Catania di Montella sembra di un’altra categoria.

Chievo Cesena finisce invece 1-0: un risultato che sa di quasi salvezza per i veronesi e quasi di condanna per i romagnoli. Certo, di partite ne mancano ancora: ma con 33 punti il Chievo è a -7 dalla salvezza sicura mentre per il Cesena, ultimo a 16, sono 10 i punti che lo dividono dalla permanenza in A. Troppi per una squadra che continua a cambiare giocatori e allenatori senza trovare il bandolo della matassa. Oggi, poi, prima del gol di Moscardelli, a complicare la vita ai romagnoli, anche l’espulsione di Lauro.

Colpo grosso, in zona salvezza, per il Lecce che va a vincere 2-1 in casa del Novara. La squadra di Cosmi prima soffre e poi, in chiusura di primo tempo, trova il vantaggio grazie a Muriel in contropiede. In avvio di ripresa, però, il Cagliari pareggia: rigore concesso per un fallo di mano (da rivedere) e trasformato da Larrivey. Dieci minuti dopo, però, è Bertolacci a segnare il gol partita. Certo, il risultato di Siena non aiuta, ma il Lecce è vivo e la salvezza resta a soli due punti. Con 14 partite da giocare, si può fare.

Sull’1-1 di sabato sera tra Milan e Juventus, invece, è stato scritto di tutto. La novità è che la notte non ha portato consiglio a nessuno. Anzi. Il giorno dopo gli animi sono ancora tesissimi. Mentre il presidente degli arbitri Nicchi si dice “addolorato” per gli errori di Tagliavento & co, il Milan butta nuova benzina sul fuoco mettendo nero su bianco che con la Juve si parte sempre in svantaggio. Vecchie storie, insomma. Storie che ci accompagneranno, purtroppo, fino a fine campionato a meno che una delle due non decida di andarsene in fuga per tempo. Forse sarebbe meglio.

Sempre sabato, nel primo anticipo, è arrivato un pari in rimonta per il Genoa. In casa con il Parma ci ha messo una pezza Palacio, capace con una doppietta di rimediare lo 0-2 iniziale. Il risultato, però, non risolve i problemi della squadra di Marino che rimane troppo fragile dietro. Per il Parma, a conti fatti, un punto può andare bene. Certo, per come si era messa…

domenica 26 febbraio 2012

napoli-inter 1-0


Napoli-Inter 1-0
Decide Lavezzi
Un buon Napoli, ha battuto l'Inter col risultato di 1-0, e si proietta cosi in piena zona Champion's League, traendo molte speranze da questa importante vittoria, su un'Inter poco motivata, ove Ranieri forse non è riuscito, ad inculcare la spinta mentale vincente, necessaria. Di Lavezzi, nel secondo tempo , su caparbia azione di Dzemaili, la rete che ha sancito la vittoria azzurra.
Un Napoli, non bellissimo ma combattivo, che ha ottenuto quello che cercava: la vittoria per continuare, ad aspirarare ad un posto Champion's.
L'attaccante del Napoli, Ezequiel Lavezzi, ha parlato a "Sky Sport" dopo la vittoria sull'Inter grazie ad una sua rete: "E' una vittoria importante. Stiamo facendo di nuovo bene in campionato, vogliamo tornare a competere per i primi posti. Bisogna lavorare con umiltà, gara dopo gara, senza pensare all'obiettivo finale. Gol? Non è cambiato nulla, forse mio figlio qui mi porta fortuna. Mi manca essere preciso in fase di finalizzazione ma lavoro ogni giorno anche per questo. Mercato? Penso solo al Napoli.Per un attaccante è importante fare gol. Sono felice per le parole di Zanetti, ma io lavoro per fare bene a Napoli. Speriamo di continuare a fare bene"
Nelle altre due gare relativi ai posticipi della 25ma giornata del campionato di serie A, importante successo in trasferta dell'Udinese, che travolge il Bologna 3-1. Vittoria casalinga per la Lazio grazie al solito Klose.
Alessandro Lugli

Serie A: Milan-Juventus 1-1


Milan-Juventus 1-1 nel secondo anticipo della 25/a giornata di Serie A. Rossoneri avanti al 15' con un tiro da fuori di Nocerino deviato da Bonucci, il quale nella stessa azione aveva gia' regalato palla ai rossoneri. Al 25' Tagliavento non vede un gol di Muntari, con il colpo di testa del ghanese respinto oltre la linea da Buffon. Al 79' proteste juventine per un gol di Matri annullato per fuorigioco, ma il bianconero si rifa' 4' dopo deviando in gol dall'area piccola.

All'89' espulso Vidal.

sabato 25 febbraio 2012

GENOA-PARMA 2-2


Il Genoa evita in extremis la quarta sconfitta consecutiva pareggiando 2-2 con il Parma nel primo anticipo della 25/a giornata di Serie A. A Marassi, gli emiliani vanno avanti di due reti con Gobbi (6') e Floccari (53'). I padroni di casa rimontano con una doppietta di Palacio (ora a 14 gol in classifica marcatori): al 79' ribattendo in rete il rigore paratogli da Mirante e al 5/o dei 7 minuti di recupero concessi dall'arbitro Romeo. In classifica i liguri salgono a 31 punti, gli emiliani a 29.

Europa League, Udinese ok


SALONICCO - L'Udinese ha battuto per 3-0 il Paok Salonicco in Grecia nel ritorno dei 16/i di finale di Europa League. Quindi qualificazione conquistata per i friulani, in vantaggio al 6' con Danilo, al raddoppio al 15' con Floro Flores e al terzo gol al 51' con Domizzi su rigore.

Udinese batte Paok 3-0 (2-0) nella gara di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League.

Paok Salonicco (4-2-3-1): Kresic 5; Stafylidis 4.5 (31'pt Georgiadis 6), Malezas 6, Cirillo 6, Snauzcner 5 (9'st Apostolopoulos 6); Lazar 6, Garcia 6; Lino 6, Giannou 5.5 (19'st Nimani 6), Salpingidis 5.5; Athanasiadis 5 (1 Chalkias, 4 Balafas, 14 Papazoglou, 28 Tsoukalas). All. Boloni 5.

Udinese (3-5-1-1): Handanovic 6.5; Benatia 6.5 (42'st Ferronetti sv), Danilo 7.5, Domizzi 7; Basta 7, Pazienza 6.5, Abdi 6 (1'st Battocchio 6), Asamoah 7, Pasquale 6; Fabbrini 5.5 (24'st Armero sv); Floro Flores 6.5 (21 Padelli, 13 Neuton, 24 Ekstrand, 32 Ferronetti, 43 Marsura). All. Guidolin 7. Arbitro: Hagen (Nor) 5.5

Reti: 6' pt Danilo, 15' pt Floro Flores, 6' st Domizzi (rig.)

Recupero: 4' e 3'

Angoli: 13-2 per il Paok

Ammoniti: Cirillo, Sznaucner, Garcia, Fabbrini per gioco scorretto; Malezas, Benatia per proteste.

Spettatori: 26 mila circa. ***I GOL: - 6' pt: calcio d'angolo di Pasquale dalla sinistra e colpo di testa di Danilo in area. Palla che si infila nell'angolino alla sinistra di Kresic. - 15' pt: punizione dai venticinque metri. Domizzi tocca per Floro Flores; gran botta che si insacca sotto l'incrocio dei pali. - 6' st: Floro Flores viene atterrato in area da Sznaucner. L'arbitro assegna un rigore all'Udinese trasformato da Domizzi sul dischetto spiazza Kresic.

SALONICCO - Il sogno europeo continua. L'Udinese conquista il pass per gli ottavi di Europa League a Salonicco e sfata i tabù. Undici anni dopo l'eliminazione dall'allora Coppa Uefa, patita proprio per mano del Paok con un 3-0 al termine dei supplementari nel ritorno in Grecia, l'Udinese trova la rivincita, rompe il digiuno dal gol anche senza il suo bomber Di Natale e centra la vittoria al termine di una prestazione bella e convincente anche lontano dalle mura amiche.

Lo zero a zero dell'andata al Friuli lascia aperte tutte le possibilità di qualificazione sia per il Paok, trascinato dal suo pubblico, sia per l'Udinese, che ha dalla sua doti tecniche senza dubbio superiori. Per passare il turno ai bianconeri friulani, questa sera in divisa arancione, basta un pareggio con gol. L'importante è segnare il prima possibile.

Ed è con questo spirito che i ragazzi di Francesco Guidolin scendono in campo, nella bolgia del Toumba, oltre 25 mila spettatori che sostengono ininterrottamente la propria squadra, accompagnando con i fischi ogni tocco di palla avversario. La gara si accende immediatamente. La prima conclusione è del Paok al 3': Lazar ruba palla a centrocampo e serve Giannou che dal limite costringe Handanovic alla respinta. E' l'Udinese però a sbloccare il risultato al 6' con il primo calcio d'angolo della partita.

Pasquale dalla bandierina scodella in area per l'inserimento di Danilo che di testa insacca alla sinistra di Kresic. Al 15' l'Udinese raddoppia: Fabbrini costringe Cirillo al fallo da ammonizione e si procura una punizione dai 25 metri. Domizzi tocca il pallone in avanti per Floro Flores che calcia una gran botta sotto l'incrocio dei pali. Kresic intuisce, ma non riesce a togliere la palla dal sette. L'Udinese, che finalmente ritrova a centrocampo l'apporto decisivo di Asamoah, vede la qualificazione a un passo. Ma con l'intera gara ancora da giocare il Paok continua a crederci e si rovescia in avanti.

Alla mezz'ora Boloni gioca la carta Georgiadis. Il tecnico rumeno del Paok toglie Stafylidis, in evidente sofferenza sulle incursioni di Basta, e arretra al suo posto Lino, riportandolo nel suo ruolo tradizionale di terzino. L'Udinese si difende in maniera attenta e ordinata, senza correre rischi troppo grossi. In avvio di ripresa l'Udinese prende il largo: Floro Flores entra in area e cade dopo un contatto con Sznaucner. Il direttore di gara assegna il rigore all'Udinese, tra le proteste locali che costano l'ammonizione al capitano del Paok Malezas e a Benatia. Sul dischetto si porta Domizzi che spiazza Kresic e chiude il discorso qualificazione

EUROPA LEAGUE, LAZIO FUORI


L'Atletico Madrid si qualifica per gli ottavi di Europa League battendo la Lazio 1-0 (and.3-1). Ospiti in avanti, ma migliori occasioni per i Colchoneros: al 12' miracolo di Bizzarri che devia una botta in diagonale di Salvio. 3' dopo ancora Salvio colpisce il primo palo sempre con un tiro da destra. Lazio volenterosa ma si perde negli ultimi metri. Ripresa e gol dell'Atletico (3'): corner di Gabi, colpo di testa vincente di Godin. L'Atletico sfiora il raddoppio; Matuzalem impegna Courtois.

inter, l'incubo continua


Campionato o Champions League, poco cambia per l''Inter: i nerazzurri hanno dovuto incassare un'altra sconfitta, questa volta per mano dell'Olympique Marsiglia, che rende più difficile il cammino nella competizione europea. Ha deciso un gol di Andrè Ayew a pochi secondi dal termine.

Ranieri sorprende tutti e manda in campo dal primo minuto sia Zarate che Forlan, lasciando in panchina Milito e Pazzini. Ma Zarate appare sin dai primi minuti troppo estraneo al gioco, perdendo moltissimi palloni anche su invitanti azioni in contropiede, mentre Forlan si mangia un gol già fatto solo davanti al portiere dell'OM Mandanda.

Nella ripresa entra in campo Nagatomo, che risulterà uno dei più attivi del secondo tempo interista, al posto di uno zoppicante Maicon, ma i francesi continuano a difendersi in maniera ordinata. Fino agli ultimi minuti, in cui sale in cattedra Andrè Ayew, che impegna diverse volte Julio Cesar. La doccia fredda arriva all'ultimo minuto di recupero: corner, il ghanese di passaporto francese salta più in alto di tutti e mette in rete. Ora la panchina di Ranieri è appesa ad un filo.